La restaurazione della medicina sacra
La via filosofica alla salute nella tradizione platonica integrale
Prologo: Il tempo dell’oblio e la necessità del ritorno
Viviamo un’epoca di singolare paradosso: mai nella storia dell’umanità la cosiddetta “scienza medica” ha disposto di tali risorse tecnologiche, eppure mai come oggi l’uomo appare così profondamente alienato dalla propria essenza, così radicalmente separato dalla comprensione autentica di ciò che costituisce la vera salute.
Quest’apparente contraddizione cela, in verità, una necessità logica: quanto più ci si allontana dai fondamenti metafisici della medicina tradizionale, tanto più si precipita nell’illusione di poter guarire il corpo separandolo dall’anima, di poter curare l’uomo negandone la natura divina, di poter costituire il benessere senza perseguire la virtù.
La modernità e ancor più la postmodernità hanno consumato un’opera di sistematica distruzione dei fondamenti sapienziali della medicina occidentale.
Ciò che oggi si definisce “medicina scientifica” rappresenta non già un progresso rispetto alla medicina tradizionale, bensì il suo completo rovesciamento, una contraffazione che ne ha mantenuto il nome tradendone radicalmente la sostanza.
Similmente, la psicologia contemporanea si è costituita come “psicologia senz’anima”, abbandonando ogni seria comprensione della psychḗ per dissolversi in un insieme confuso di pratiche empiriche prive di fondamento epistemico.
Il presente scritto si propone di restaurare, almeno sul piano teorico, l’intelligenza autentica di ciò che fu la medicina tradizionale occidentale, fondata sulla filosofia platonica integrale e sulla religiosità apollinea.
Non si tratta di mera erudizione antiquaria, bensì di un’opera di radicale critica filosofica alla modernità sanitaria e di riproposizione operativa di una via di salute che coincide con la via della saggezza.
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