Oltre lo specchio delle apparenze
Il lavoro interiore del massone
Mark Wellington
Nella grande famiglia di autori massonici “classici” che va da William Preston a George Oliver, da Albert Pike a Walter L. Wilmshurst, fino a H. L. Haywood e Joseph F. Newton, la Massoneria è presentata anzitutto come via di formazione dell’uomo adulto, scuola di misura e di coscienza, e mai come fattore di prestigio sociale o supposto strumento di potere.
Roscoe Pound, nelle sue Lectures on the Philosophy of Freemasonry (1915), si mantiene nel solco della tradizione e tenta di formulare questa visione in termini giuridico-filosofici: il diritto positivo, per lui, è lo “scheletro” dell’ordine sociale, mentre la carne e il sangue vengono dalla religione e dall’etica; accanto allo Stato, che organizza il diritto, e alle Chiese, che organizzano la religione, dev’esservi un soggetto collettivo che organizzi l’etica, e in questo spazio Pound colloca esplicitamente la Massoneria, come soggetto in grado di sorreggere l’etica del dovere con la forza della tradizione, della disciplina e dell’approvazione dei pari.
Pound riprende e ordina la lezione di Karl C. F. Krause, per il quale la società non è un semplice aggregato di individui, ma un organismo ordinato a un fine superiore – la «perfezione dell’uomo e della società» – che il solo diritto non è in grado di realizzare.
Il diritto positivo può assicurare un minimo di pace esteriore, di ordine e di giustizia, ma ciò che realmente interessa agli uomini – una convivenza in cui ciascuno non solo si astiene dal nuocere, ma coopera positivamente al bene altrui – appartiene a un ordine propriamente etico (K. C. F. Krause, System der Sittenlehre, 1810; cfr. Pound, 1915).
In questa prospettiva, la Massoneria appare come uno degli strumenti mediante i quali la società tenta di dare forma a quell’ordine morale superiore: essa non si limita a proclamare principi, ma intreccia simboli, impegni, ritualità e fraternità regolata per educare un certo tipo umano, il perfect ashlar di cui parlano i catechismi simbolici.
Pound mostra come le diverse “filosofie massoniche” – Preston, che legge l’Ordine come sistema tradizionale di conoscenza; Oliver, che ne mette in luce la funzione teologica; Krause, che ne sottolinea il carattere di etica organizzata; Pike, che lo interpreta come metafisica simbolica – convergano su questo punto: l’essenza della via muratoria è la formazione di una civiltà autenticamente umana, nella quale libertà, uguaglianza e fraternità cessano di essere slogan e divengono abito.
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