Messaggio augurale del Reggente
Amor amantis, venia obstantis, pax omnibus
In occasioni come il Natale o, meglio, il solstizio d’inverno, oltre a condividere il nostro tempo con le persone care, certamente sentiamo ancor più la necessità di riflettere sulle lezioni che ci arrivano dall’universo, per meglio comprendere anche il nostro cammino volto al perfezionamento e all’elevazione.
I solstizi, come gli equinozi, ci ricordano la natura ciclica di tutto ciò che è parte della Manifestazione: l’essere umano, il giorno, i cicli lunari e le stagioni.
Tutto passa per poi ritornare, sempre identico a sé stesso ma ogni volta diverso. Quando si arriva allo Zenit, si può solo discendere, come pure dal Nadir, si può solo risalire.
Le contraddizioni sono solo apparenti, appartengono alla manifestazione.
“In alto la magnificenza dell’unità, in basso la molteplicità espressa nella sua infinita frammentazione”.
Tutto ciò ci riporta a delle domande fondamentali da porre a noi stessi.
Cosa significa essere iniziati?
Cosa è in grado di offrirci il percorso che abbiamo intrapreso?
Un obiettivo primario che un iniziato deve perseguire dovrebbe essere la consapevolezza di sé stessi, che può arrivarci certamente utilizzando la ritualità che ci viene offerta e attraverso la meditazione.
Non possiamo intraprendere nessun viaggio se non conosciamo noi stessi, senza discendere nel nostro profondo.
Se in ogni nostra ritualità, sia essa semplice o articolata, non comprendiamo cosa stiamo facendo non possiamo conoscere la nostra essenza autentica, soprattutto, se non ritroviamo la connessione con il Tutto, con la nostra Matrice, ovvero ciò da cui tutto proviene e cui tutto ritorna.
Se non siamo connessi alla Matrice non possiamo pervenire al nostro sé, alla realtà che ci circonda. Senza comprendere e sentire la Matrice siamo orfani della Conoscenza.
Se continuiamo a vagare nell’illusorio manifesto e nell’apparenza degli opposti, non possiamo con tutta probabilità la speranza di compiere “il miracolo della cosa unica”.
In questo periodo dell’anno, abbiamo un ulteriore supporto cosmico e l’opportunità di avvicinare agli aspetti più profondi della nostra natura interiore, di volgerci verso in nostro interno, di allontanarci dalla miriade di distrazioni, di stimolare, di bramare, di desiderare e creare lo spazio utile a favorire il sorgere del nostro sole spirituale interiore, per riequilibrare e riallineare le nostre scelte per poter progredire nel nostro viaggio verso la reintegrazione.
Il solstizio, come tutti gli antichi messaggi tradizionali, è un incredibile strumento per ottenere la “gnosi” – conoscenza diretta o rivelazione – e per riscoprire la nostra intrinseca natura divina, al di fuori dai condizionamenti che abbiamo ricevuto dalla attuale cultura, che asservisce l’essere umano a un sistema non più al servizio degli esseri viventi, divenuti anche per questo smarriti, inconsapevoli e incapaci di sentire il fluire del tempo e degli eventi, compresi quelli solstiziali.
Rispetto a tutto questo utilizziamo allora, con serenità e senza ansia, il nostro strumentario, poco ridondante ma essenziale, che sicuramente può aiutarci nel cammino degli “esseri umani di desiderio”.
Strumentario che potrà darci le risposte che cerchiamo, al di là di nozionismi, talvolta astratti ed accademici, o correlati a piani sociali ed etici fini a se stessi, che non ci trasmettono le chiavi della Conoscenza, che solo la Tradizione ci può dare, grazie anche all’opera dei nostri Maestri passati, che ci hanno indicato la via del cuore.
24 dicembre 2025
Emmanuel

